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Mese della prevenzione tumore al seno LILT

8:26:00 AM 4 Comments »

A sostegno della campagna prevenzione tumori al seno, lanciata dalla LILT, abbiamo pensato di lanciare un "evento" di tipo culinario. 
Potete partecipare con qualsiasi tipo di piatto dall'antipasto al dolce, tutto quello che la fantasia vi suggerisce, purché siano rosa. Non è necessario che lo siano interamente, basta un particolare che richiami il colore. Ad esempio: una torta al cioccolato glassata di rosa. Vorremmo solo evitare, se possibile, piatti evocativi tipo le minne di S.Agata,i capezzoli di Venere e simili. Per chi vuole, vi chiediamo di dare un nome al piatto, inventato da voi. Liberate la fantasia! Inoltre, sempre per chi vuole, oltre alla foto potete mandarci anche la ricetta. Se avete un blog potete anche inviarci semplicemente il link alla pagina della ricetta che avete scelto per partecipare.
Foto e ricette verranno raccolte in un altro blog, creato appositamente per questo tipo di eventi. Tutto questo è a scopo benefico, non c'è nulla di lucrativo, è il nostro modo di sostenere la campagna. Non ci saranno vinti, solo vincitori, consapevoli di aver contribuito alla campagna della LILT.

Per contatti: apprendistipasticcioni@gmail.com oppure potete iscrivervi/contattarci su Facebook

Grazie!

Nuovo blog

11:38:00 PM 0 Comments »
Scrivo questo post, dopo una lunga assenza, dovuta a vari impegni. Il lavoro che avevo annunciato, sta proseguendo al meglio, una grande vittoria che mi sto conquistando e assaporando passo dopo passo.

Approfitto, anche, per annunciarvi che, insieme ad altri amici, abbiamo fatto nascere un nuovo blog, che parla di cucina, ma non il solito food blogger. La nostra idea è quella di condividere, ricette, successi, insuccessi, novità, esperimenti, ricette riprodotte ed altre modificate e/o migliorate seguendo le nostre personali esigenze ed i nostri personali, a volte contestabili, gusti. Il loro scopo è quello di aiutare, con i nostri ed i vostri consigli, a realizzare dei piatti che possono sembrare, a primo impatto, impossibili da realizzare, ma anche cose semplici, come i sapori di una volta.

Vi invito, quindi a seguirci sul nostro/vostro blog:

http://apprendistipasticcioni.blogspot.it/

http://apprendistipasticcioni.blogspot.com

http://apprendistipasticcioni.blogspot.se

http://apprendistipasticcioni.blogspot.be

Potete anche seguirci su Facebook, nel nostro gruppo:

https://www.facebook.com/groups/172394092945313/

Il piccolo chimico

1:13:00 AM 0 Comments »
Pensavo al titolo del post e mi è venuto in mente il piccolo chimico, forse ispirata dal periodo di test gastronomici che sto affrontando...

Iniziamo spiegando che, dopo aver acquistato i vasetti (non i Bormioli, qui costano un occhio della testa, e siccome ne ho due, entrambi mancanti di decimi, non mi è sembrato il caso di sprecarne uno...), dopo aver pastorizzato, pastorizzato, pastorizzato e ri-pastorizzato più volte li stessi barattoli, cambiando tutte le volte il tappo, scopro oggi, per puro caso, ponendo una banale e semplice domanda al tizio del negozio, che questi tappi non sono adatti alla pastorizzazione a bagnomaria (bollitura in capiente pentola, per 30 minuti e raffreddamento graduale, nella stessa acqua), essendo destinati alle industrie, che utilizzano altri sistemi di sterilizzazione...ah! E quindi?! Dopo aver invasato, chiudi bene, ma bene bene, incroci le dita (aggiungo io) e metti in luogo asciutto e buio. E come mai non si possono bollire? Chiedo io, ingenuamente. Perchè l'acqua calda dilata la gomma che si trova all'interno del tappo e quest'ultimo, anzichè abbassarsi per creare il sottovuoto, spinge verso l'altro e forma una conca. Ah! Ecco scoperto l'arcano. Ed io che ho passato notti insonni, pensando a come fare per pastorizzare bene, sentendomi male per paura di aver sbagliato qualcosa, litigando furiosamente con mia madre che incolpava me dei vari insuccessi...ah!

Ogni giorno provo qualcosa di diverso, a volte anche più prodotti al giorno. Oggi mi somo limitata a 3 esperimenti, anche se, a dir la verità, uno è un ritorno al passato: macedonia di frutta sciroppata, pesche sciroppate e lievito madre. 
Per quanto riguarda il lievito madre, dopo l'esplosione avvenuta qualche anno fà, non ho mai trovato il coraggio di riprovarci, ma ora è assolutamente necessario. Oggi ho, finalmente, ricevuto i pirottini per il panettone, che mi ha spedito mia madre. Lo sò lo sò, Natale è ancora lontano, ma devo muovermi in tempo, per poter sperimentare, milgliorare, e soprattutto per sapere quanto tempo, il panettone, si conserva nel sacchetto di plastica.

Panini al latte, sofficissimi!

11:50:00 PM Posted In , , 0 Comments »
Oggi ho fatto il digiuno, recupero dello scorso anno, in attesa che, settimana prossima, cominci il mese di Ramadan. In genere, durante il giorno, ci si sente fiacchi, con poca voglia di fare, ma con il desiderio di cibi che, in giorni normali, non ti vengono neanche in mente. 

Guardavo sonnacchiosamente Facebook, quando mi appare un post di Hanane, del sito www.recetteshanane.com Nel post, parla delle ricette per l'imminente mese Sacro, così decido di dargli un'occhiata. Inizialmente, vengo attratta dai batbot, che faccio già spesso. Poi, scorrendo, noto i panini al latte. Ho provato tante ricette, ma con risultati non del tutto soddisfacenti. Leggo la ricetta, gli ingredienti sono diversi dal solito, o almeno così sembra. Consulto le mie figlie, chiedendo loro cosa preferiscono. Chiaramente, come in ogni normale famiglia che si rispetti, una vuole i batbot ed una i panini al latte. Rifletto sulla cena che avrei dovuto preparare e, siccome decido di fare le polpette di melanzane, opto per i panini al latte.

Al tramonto non manca molto, giusto il tempo di impastare, lievitare, reimpastare, formare le pagnotte, lievitare ulteriormente e infornare. Dopo averle assaggiate, sono stata felice della scelta: buonissime, le migliori assaggiate finora.

Riporto la ricetta, con traduzione:

 500g de farine - 500 gr di farina oo

1 cuil. à soupe de levure boulangère déshydratée - 1 cucchiaio di lievito per il pane disidratato

280 ml de lait - 280 ml di latte

60g d’huile d’olive - 60 gr di olio d'oliva

80g de graines de sésame - 80 gr di semi di sesamo

1 cuil. à café de sel - 1 cucchiaino di sale

 

Mettre la levure dans un petit bol avec un peu de lait tiède pendant 10 minutes

Dans le bol du robot pétrin mettre la farine, la levure réhydratée, le sel, l’huile. Ajouter le lait petit à petit en mettant le robot en marche jusqu’à l’obtention d’une boule.

Laisser pétrir pendant 15 minutes, on obtient une pâte homogène, bien pétrie et un peu collante.

Couvrir et laisser lever dans un endroit chaud pendant 40 minutes.

Une fois la pâte levée ajouter la moitié des graines de sésame, retravailler la pâte sur un plan de travail fariné.

Former des boules de la taille d’une pêche et laisser lever dans un endroit chaud

Une fois les boules de pâte ont doublé de volume les vaporiser d’eau puis les parsemer de graines de sésames.

Mettre à cuire dans un four préchauffé à 200°C pendant 15 minutes environ.

On peut remplacer les graines de sésame par des graines de pavot pour donner à ces petits pains un léger gout de noisette très fin.


Mettere il lievito dentro un pentolino, con un po' di latte tiepido, per 10 minuti.

Nella planetaria, mettere la farina, il lievito disidratato, il sale, l'olio. Aggiungere il latte poco alla volta, dopo aver avviato la planetaria, fino ad ottenere un impasto sodo.

Continuare a lavorare per 15 minuti, fino ad ottenere un impasto omogeneo, sodo e un po' appiccicoso.

Coprire e lasciare lievitare, in luogo caldo, per 40 minuti.

Una volta che l'impasto è lievitato, aggiungere la metà dei semi di sesamo, lavorare l'impasto su un piano infarinato.

Formare delle palline, della taglia di una pesca e lasciare lievitare in un luogo caldo.

Una volta che le palline hanno raddoppiato di volume, spruzzarle d'acqua e poi cospargerle con i semi di sesamo.

Far cuocere, in forno già caldo, a 200 gradi per circa 15 minuti.

Si possono sostituire i semi di sesamo, con semi di papavero, per donare a questi piccoli panini, un gusto raffinato di nocciole.


MIE CONSIDERAZIONI:


Ho messo tutti gli ingredienti nella macchina del pane, seguendo questo ordine:

Latte freddo, olio, farina, lievito. Al bip, ho aggiunto il sale. Il programma utilizzato, è quello dell'impasto+lievitazione (1 ora e 30 minuti totali) Dopo l'impasto, ho lasciato lievitare nella macchina per un'ora. Trascorsa l'ora, ho tirato fuori l'impasto, l'ho suddiviso in 8 palline e le ho messe a lievitare su una placca da forno, rivestita di carta forno, fino al raddoppio. Prima di infornare, ho spruzzato dell'acqua fredda sulla superficie dei panini ed ho cosparso con semi di sesamo. Ho infornato a 200/220 gradi per circa 15 minuti, controllandone la cottura.

Tirati fuori dal forno, li ho messi in uno strofinaccio e coperti bene, per mantenere la morbidezza.

Non ho messo nell'impasto, la metà dei semi di sesamo, come previsto dalla ricetta. Inoltre, ho usato olio di semi e non olio di oliva.

La prossima volta provo con i semi di papavero, che, finalmente, sono riuscita a trovare a Marrakech.


Il torrone a luglio, prove di Natale anticipato

10:46:00 PM Posted In , , 1 Comment »
La ricetta l'ho presa dal blog di aniceecannella.blogspot.com Non ho utilizzato il termometro, sono andata ad occhio ed è andata bene lo stesso. Inoltre, ho montato a mano all'inizio, in attesa che mio marito mi aggiustasse le fruste elettriche, per poi continuare con quest'ultime. La ricetta prevede 450 gr di frutta secca, io, invece, ho usato 90 gr di mandorle e 50 gr di nocciole, buonissimo lo stesso.

Ingredienti:
350 gr di mandorle spellate
50 gr di nocciole spellate
50 gr di pistacchi 

Per lo sciroppo:
30 gr di acqua
100 gr di zucchero

Per la montata a caldo: (si dice così??)
40 gr di albume
100 gr di miele (ho usato quello di acacia)

Aromi:
scorza di un'arancia grattugiata
1 cucchiaino di estratto di vaniglia home made

2 fogli di ostia (non li avevo, ho usato la carta forno :(( ... )
1 termometro (assolutamente indispensabile!)

Procedimento:
  1. Tostare a circa 120° per una decina di minuti (anche a occhio, assaggiate) la frutta secca, e lasciarle in forno al caldo.
  2. Far bollire, a fuoco basso, 30 gr di acqua con 100 gr di zucchero, mettendo prima lo zucchero nel pentolino, poi l'acqua, e portarlo a 135°(145° se si vuole un po' piu' duro) senza mescolare mai.
  3. Nello stesso momento porre sul fuoco a bagnomaria, 40 gr di albume con 100 gr di miele, e montare continuamente con le fruste elettriche, fino a che il composto si staccherà dalle pareti.
  4. Lo sciroppo raggiungerà i 135° circa quando la montata di albume e miele sarà bella spumosa, soda, e soprattutto tenderà a staccarsi dalla ciotola nella quale si sta lavorando, assumendo il caratteristico profumo di torrone.
  5. A questo punto lo zucchero sarà giunto a temperatura, quindi versarlo a sul composto (qui ci vorrebbero quattro mani, se potete fate aiutarvi) e aggiungere a questo punto la frutta secca calda.
  6. Mescolare bene, poi aggiungere la scorza di un'arancia grattugiata e la vaniglia, quindi lavorare la massa finche' risultera' molto compatta.
  7. A questo punto versare il composto su una cialda, (... carta forno, grrr) bagnarsi le mani con acqua gelida, e compattare il tutto dando una forma regolare, (io ho fatto un rettangolo, alto circa... ehmmm l'altezza del torrone) mettervi sopra l'altra cialda o carta forno e pressare bene il tutto, sia sopra che ai lati.
  8. Coprire bene, mettere al fresco (io ho messo fuori della finestra) e tagliare dopo circa 10/12 ore con un coltello a lama liscia e molto affilata!
  9. Conservare in luogo fresco e asciutto.



Dopo il riposo di 10/12 ore e dopo aver tagliare, ho ricoperto qualche quadretto, con cioccolato fuso a bagno maria.


Paneer, formaggio fatto in casa

10:19:00 AM Posted In , , 0 Comments »
Il procedimento è molto semplice e se si può utilizzare il latte che vendono nel negozio o nel supermercato, meglio se intero. Se siete fortunati e riuscite a trovare latte appena munto, quindi non ancora pastorizzato, ancora meglio. La ricetta l'ho presa da questo blog http://www.stelladisale.it/2008/05/paneer/ :

Il Paneer (o Panir) è un formaggio indiano, una semplicissima cagliata, viene usato sia per ricette dolci che salate, e infatti è insipido.

1 litro di latte intero
3 cucchiai di succo di limone filtrato

Si scalda il latte in una pentola e quando sta per bollire si aggiunge il succo di limone, si mescola fino a quando il siero si separa dalla cagliata. Dovrebbe succedere praticamente subito, in un paio di minuti. Il siero deve essere limpido. Si lascia intiepidire e si filtra in una garza, si sciacqua, si strizza e a questo punto è pronto per essere consumato fresco, come fosse ricotta, per esempio in torte salate o ravioli (come qua).
Oppure lo si può pressare, sempre nella garza, mettendolo tra due taglieri con un peso sopra per un paio d’ore, come quello della foto, nell’olio, tagliato a dadini, con erbe aromatiche, aglio, peperoncino, o quello che si vuole.

Volendolo fare salato, basta mettere una presa di sale nel latte quando si mette anche il limone.

Io ho usato aceto al posto del limone e ho messo aglio e basilico, buonissimo! Dopo aver messo succo di limone o aceto, continuate a far bollire per qualche minuto, finché comincerà a formarsi la cagliata. Portate a bollore il latte e la formazione della cagliata, a fuoco basso, altrimenti rischiate di bruciare il tutto.

L'oroscopo, quando gli astrologi ci azzeccano

6:08:00 PM 3 Comments »
Avete presente quando, all'inizio dell'anno nuovo, ci sono astrologi, più o meno noti, che leggono l'oroscopo di tutto l'anno? Non sono una che segue molto l'astrologia, la seguo giusto quella volta l'anno, per curiosità. Quest'anno, l'oroscopo diceva che sarebbe stato un anno fortunato per il capricorno e che, in particolare, il mese di giugno sarebbe stato ideale per avviare nuove attività...non gli ho dato peso fino ad una settimana fà, quando, per puro caso, ho fatto assaggiare alcune delle mie preparazioni ad un'amica e ad una signora italiana, proprietaria di un negozio di prodotti italiani. Ho avuto un gran successo e gli ordini sono arrivati. Ho meno tempo libero a disposizione, sono molto stanca, molto accaldata (passo la maggior parte dei tempi davanti ai fornelli), tiro quasi tutte le sere fino alle 3/4 del mattino, ma sono contenta, il sogno di una vita si sta realizzando. Il prossimo obiettivo sarà un negozietto, di prodotti artigianali, tutto mio.

Croissant con la macchina del pane

9:04:00 AM Posted In , , , 3 Comments »
Finalmente ci sono riuscita, ho fatto i croissant, quelli classici, croccanti fuori, morbidi dentro! Il tutto, utilizzando la macchina del pane, al posto della planetaria. Ho fatto altri tentativi prima, con risultati buoni, ma non del tutto soddisfacenti. Il problema era, oltre all'impasto troppo molle (con la macchina del pane non riuscivo ad incordare bene), la stesura. Infatti, spaventata dal vedere pezzetti di burro al ogni giro di sfoglia, sfogliavo più del dovuto, amalgamando, quindi, il burro all'impasto ed ottenendo delle brioche e non dei croissant sfogliati. Questa volta, chiudendo tutti e due gli occhi, ho voluto seguire il procedimento passo passo, ignorando i pezzetti di burro. Ho passato giornate intere leggendo e rileggendo vari post qua e là, capendo, alla fine, che era proprio grazie a quel burro che l'impasto riusciva a sfogliare e che, a differenza della pasta sfoglia, il croissant va lavorato 3 giri 3, ossia pieghe a 3 per 3 volte, ad intervalli di 40/60 minuti tra una piega e l'altra.
Per la lavorazione dell'impasto, ho utilizzato la macchina del pane, seguendo l'ordine della ricetta di Paoletta, di aniceecannella.blogspot.com Devo, sicuramente, fare dei miglioramenti, ma non mi posso lamentare del risultato. Un altro segreto sta nella lunga lievitazione prima di infornare, almeno 6 ore, in caso di croissant congelato, e almeno 3 ore se volete prepararli subito dopo la stesura.
Non sottovalutate la temperatura del frigorifero, è essenziale, altrimenti, nei 40 minuti di riposo, l'impasto non rassoderebbe abbastanza, il burro tenderebbe a sciogliersi, compromettendo il risultato finale.
Io ho preparato metà croissant con la nutella home made e metà vuoti, come da tradizione francese.

CROISSANT PROFUMATI
Importante prima di iniziare: impostare la temperatura del frigo tra i 4° / 6°

Ingredienti:
275 gr di manitoba
275 gr di 00
15 gr di lievito di birra fresco
10 gr di sale
90 gr di zucchero
1 tuorlo
170 gr di acqua
115/125 gr di latte
30 gr di burro

Aromi:
1 buccia d'arancia grattugiata (o limone)
1 cucchiaio di rhum
1 cucchiaino estratto di vaniglia home-made (o la raschiatura di un baccello)

Inoltre:
290 gr di burro per i "giri"
1 uovo per la spennellatura finale

Procedimento:
Preparare un poolish con 170 gr di acqua dove si sarà fatto sciogliere il lievito e 150 gr di farina presa dal totale, mescolando quanto basta per amalgamare. Coprire con pellicola e far riposare 1 ora.
Versare il poolish nella planetaria insieme a 2 o 3 cucchiai di farina, e impastare con il gancio K o foglia. Aggiungere il tuorlo, far assorbire e unire metà dello zucchero. Ad assorbimento incorporare ancora poca farina, far assorbire, unire l'altra metà dello zucchero e impastare bene.
Continuare con latte e farina fino ad esaurimento, aggiungere il sale e impastare bene fino a che l'impasto sarà liscio ed elastico. Aggiungere gli aromi, il burro poco alla volta e incordare, finendo col gancio a uncino. Se si fa a mano, ci vorranno almeno 20/25 minuti.
Porre in una ciotola, coprire con pellicola e mettere in frigo per 1 ora.
Circa 10 minuti prima di tirar fuori l'impasto, prendere il burro, porlo tra due fogli di carta forno e aiutandosi col mattarello battendo, portarlo ad un rettangolo di 26x20 cm. E' importante che il burro, durante la manipolazione, mantenga la consistenza della plastilina, del pongo.
A questo punto tirar fuori l'impasto e col mattarello, stenderlo in un rettangolo di 38x22 cm.
  1. Prendere il burro e posizionarlo sul rettangolo di impasto, deve occupare i 2/3 inferiori di questo, facendo bene attenzione a lasciare 1 cm. libero di lato.
  2. Piegare sul burro la parte superiore dell'impasto.
  3. Sovrapporre ora su questa, la parte di impasto coperta dal burro.

    Porre in frigo il panetto ottenuto per 10 minuti.
    Tirarlo fuori dal frigo e posizionare il "pacchetto" davanti a voi, avendo cura che la parte aperta sia alla vostra destra.

  4. Picchiettare ora col mattarello il panetto in modo da distribuire il burro in modo uniforme, e, al tempo stesso stenderlo in un rettangolo che abbia il lato corto davanti a voi, ad uno spessore di circa 7/8 mm.
  5. Piegare verso il centro prima il lembo inferiore della sfoglia.
  6. Poi quello superiore.
  7. Girare il panetto di 90° sempre con il lato aperto alla vostra destra. Coprirlo con pellicola e metterlo su un vassoio in frigo per 40 minuti.
  8. Abbiamo fatto la 1° piega.
Tirar fuori dal frigo e fare altre 2 pieghe seguendo i passaggi dal 4 al 7.
Alla 3° ed ultima piega, porre ancora in frigo per 40 minuti.

  1. Tirar fuori il pacchetto dal frigo e stenderlo in un rettangolo lungo e stretto, alto 7 mm. Questa volta lavorarlo solo nel senso della lunghezza.
  2. Tagliare dei triangoli isosceli con un coltello ben affilato che abbiano una base di 9 cm. e un'altezza di 15 cm. circa.
  3. Praticare un taglio di 1 cm e 1/2 circa al centro della base.
  4. Formare i croissant tirando leggermente e delicatamente con le mani, più lungo è il triangolo più giri si riescono a fare e più bello viene esteticamente. Si inizia ad avvolgere strettino, partendo dalla base verso la punta e allargando il taglio.
  5. La punta si fa in modo di farla capitare sulla parte anteriore e sotto il cornetto, altrimenti in lievitazione o in cottura si solleva.
    Dopo aver arrotolato, curvare leggermente le punte laterali verso di voi.

A questo punto abbiamo due strade:

  • Posizionare i croissant su una leccarda coperta da carta forno, coprirli con pellicola e attendere il raddoppio, circa 2 ore e 45 minuti a 20°.
    Pennellare poi di uovo sbattuto, spolverare di zucchero e infornare a 220° statico per 5 minuti. Poi abbassare la temperatura del forno a 190°e proseguire fino a cottura completa, circa 9 minuti, fino a che saranno di un bel biondo scuro.
    Oppure a 200° ventilato per 5 minuti per poi proseguire a 180°fino a doratura completa.

  • Disporli su un vassoio, metterli in freezer e, non appena congelati, trasferli in un sacchetto per alimenti. Quando si vorranno cuocere, basterà tirarli fuori 6 ore prima, e proseguire come sopra.
Spolverare di zucchero a velo!


CON IL LIEVITO MADRE
E' possibile sostituire il lievito di birra con 250 gr di lievito naturale da sciogliere precedentemente nell'acqua e latte.
In questo caso va allungato il tempo di riposo del pastello da 1 ora a 2 ore e ad 1 ora e mezza il riposo tra una piega e l'altra in frigo.
Far lievitare i croissant già formati fino al raddoppio dei pezzi, il tempo dipende dalla forza del lievito madre e dalle temperature esterne.


Crema spalmabile alle nocciole, ovvero Nutella home made!

2:26:00 PM Posted In , , 0 Comments »
È semplicemente fantastica e identica all'originale. La ricetta dello Zio Piero:

Prendete:

140 gr cioccolato fondente
100 gr cioccolato bianco 
160 gr latte 
parzialmente scremato
100 gr nocciole tostate
 
150 gr zucchero
 
60 gr burro


Polverizzate le nocciole con lo zucchero. Diceee, ma poi la 
Ziopierella me sa de caffé! Vabbè, è buona uguale. Ma er 
caffé me sa de nocciola!
Vabbè, è bono uguale pure il caffé! Insomma, magari 'na 
sciacquata al macinacaffé dategliela, prima e dopo ;-)

Ora aggiungete il cioccolato già a pezzi e continuate a 
polverizzare (per il discorso sui retro-sapori abbiamo appena 
detto sopra!)

A parte fondete a bagno maria latte e burro. Aggiungetevi
poi le polveri e cuocete per 5-6 minuti.

LaZiopierella è praticamente pronta.


Per la conservazione: ahahahaahahahahahahahahah
Dice che 15-20 giorni fuori dal frigo si conserva. 
A me è durata 20 minuti!!!! A voi scommetto pure meno!!!

Bisogno di coccole, facciamoci un tiramisù

9:09:00 AM Posted In , , 1 Comment »
Capitano quei momenti, in cui hai bisogno di essere risollevata, in cui non sai dove sbattere la testa, cerchi di qua e di là, ma non trovi un'idea che possa essere congeniale con quello che hai in mente. In un momento di lucidità, ti vengono in mente i savoiardi, preparati il giorno prima, quelli che non ti sono venuti benissimo esteticamente, mentre il sapore è quello dei biscotti originali. Inizia a scorrere, nella tua mente, una carrellata di ingredienti (poi neanche tanti...): il caffè, il cacao amaro, le uova...il mascarpone. Il mascarpone! Mannaggia, non ho il mascarpone, in Marocco costa un occhio della testa, quindi non entra nel mio carrello della spesa. Ti demoralizzi per un attimo, poi pensi alla chantilly, che tieni sempre a disposizione, per preparare il gelato. Ed è fatta, che tiramisù sia. Certo, non è una ricetta della tradizione, Davide Scabin torcerebbe il naso, ma qui non siamo alla terra dei cuochi ed io non sono un concorrente in gara, quindi, dai, si parte con la ricetta:

INGREDIENTI:

Savoiardi (la quantità dipende da quanti strati volete fare e dalle dimensioni del contenitore)
150 gr di panna da montare
4 tuorli
50 gr di zucchero semolato
Caffè zuccherato (per me è stata sufficiente una caffettiera da 3)
Cacao amaro, per la copertura

PREPARAZIONE:

Iniziate sbattendo i tuorli con lo zucchero semolato, a mano o con una frusta elettrica. In un'altra ciotola, montate la panna ben ferma (attenzione a non montare troppo, altrimenti diventa burro) Unite lo zabaione (tuorli+zucchero) alla panna montata, delicatamente con movimenti dal basso verso l'alto, per non smontare la panna. 
Dopo aver preparato il caffè ed averlo zuccherato a piacere, bagnateci velocemente i savoiardi (non devono inzupparsi troppo) e sistemateli in un contenitore. Ricoprite il primo strato di savoiardi, con la crema di panna e tuorli. Fate un secondo strato di savoiardi, posizionandoli, in senso contrario rispetto al primo strato (se prima li avete messi verticali, ora metteteli orizzontali, e così via) Ricoprite il secondo strato con altra crema. Se avete ancora abbastanza ingredienti, e se vi piace, potete fare un terzo strato, altrimenti, dopo aver distribuito la crema, spolverizzate la superficie, con il cacao amaro, aiutandovi con un colino.
Coprire il contenitore e porre in frigorifero per almeno un paio d'ore.

Chi la dura, la vince!

8:48:00 PM Posted In , , 3 Comments »

Errare è umano, ma dagli errori bisogna trarre insegnamento. Due giorni fà, ho provato a fare i savoiardi, ma il risultato non è stato soddisfacente. Ho riflettuto, ho letto e riletto diverse ricette, poi alla fine ho capito: gli albumi non erano abbastanza montati. E così, oggi, ho voluto riprovarci. Ci sono riuscita, la prima infornata è andata alla grande! La seconda infornata, invece, è stata un pò deludente, anche se il gusto è buono. Le ipotesi sono due: l'impasto, nell'attesa, si è rilassato troppo, oppure è colpa della teglia, che essendo troppo vecchia, tende a cuocere in fretta (me lo fa anche con il pane) La prossima volta (penso domani...) proverò ad usare sempre la stessa teglia, così capirò dov'è l'errore.

Posto la ricetta, presa dal blog la polpettaperfetta.blogspot.com:

Savoiardi classici

per circa 15 savoiardi di misura 4x12

110 gr farina
40 gr fecola di patate
4 uova
scorza di limone grattugiata
un pizzichino di bicarbonato
120 gr zucchero

Dividere gli albumi dai tuorli.
Preriscaldare il forno a 180°.
Montare i tuorli con 20 gr dello zucchero.
Montare anche gli albumi con i rimanenti 100 gr di zucchero.
Con la spatola unire con delicatezza gli albumi ai tuorli, spatolando dal basso verso l'alto per non smontare il composto.
Quando il tutto è amalgamato, unire la farina e la fecole setacciandole poco per volta e sempre lavorando di spatola.
Unire anche la scorza di limone grattugiata.
Se si hanno gli stampi, mettere il composto con un cucchiaio fino a due terzi di ciascuna forma.
Se non si hanno gli stampi, allora mettere il composto nella sac a poche e con una bocchetta liscia e grande, depositare su un foglio di carta forno delle strisce di impasto lunghe 12 e larghe 3 (il composto tende ad allargare quindi distanziate le strisce).
Spolverare di zucchero a velo, aspettare una decina di minuti, rispolverare di zucchero a velo e poi con le dita bagnate schizzare qualche gocciolina sui savoiardi.
Infornare a 180° per circa 20 minuti.
Sono cotti quando sono dorati in superficie.
Se si mettono sulla carta forno, il tempo è più breve.
Si conservano bene in una busta di plastica per alimenti ben chiusa.
Oppure si possono congelare.

Pasta frolla, secondo Montersino

10:15:00 AM Posted In , , 1 Comment »
Come promesso ieri, ecco la ricetta, seguendo il metodo di Luca Montersino:

INGREDIENTI ( per 2,160 kg di pasta frolla)

1 kg di farina 00
600 gr di burro
400 gr di zucchero a velo
160 gr di tuorli
1 bacca di vaniglia bourbon o scorza di limone (qualsiasi agrume vi piaccia va bene..questione di gusti!)
2 gr di sale

NB. Le quantità indicate sono elevate, ricordate però che è possibile congelarla porzionata, in questo modo potrete sempre averla già bella pronta all'uso. Inoltre se utilizzerete una planetaria sarà più facile lavorare su quantità più importanti. Nulla vi vieta naturalmente di riproporzionare gli ingredienti per realizzare la frolla in minore quantità!

E'  possibile un'infinita combinazione di personalizzazioni della nostra Pasta Frolla, attenendoci però ad una serie di regole e accorgimenti:

- La farina da usare nella frolla "classica" è quella 0 oppure la 00. Esistono però altre tipologie di frolla realizzate con le cosiddette farine alternative: farina di mais, di farro, di grano saraceno, di kamut, integrale. Queste farine conferiscono al prodotto finale rusticità e altrettanta ricchezza di sapore.
Il fattore che indica la forza della farina deve essere basso (150/180 W), questo allo scopo di favorire la friabilità dell'impasto. L'impasto andrà lavorato il meno possibile, solo fino all'assorbimento dei liquidi (le uova, latte,..) e poi immediatamente riposto in frigorifero a riposare.

- Altro ingrediente importantissimo è il burro: è lui in gran parte a determinare la friabilità dell'impasto.
Nelle frolle comuni la quantità minima di burro non deve essere inferiore al 30% del peso della farina e non superiore al 70%; nelle frolle montate non deve essere inferiore al 50% e non superiore all' 80%.
Lo zucchero va utilizzato alla temperatura di 13 gradi, alla consistenza definita "a pomata". Vi sarà sufficiente prepararlo fuori dal frigo 2 ore prima dell'utilizzo o ammorbidirlo al microonde. Attenzione però: il burro non deve assolutamente essere fuso, se per sbaglio lo fondiamo non lo potremo più utilizzare per questa preparazione. Allo stesso modo non dovrà essere troppo freddo perchè faticherebbe ad amalgamarsi con gli altri ingredienti.

- Lo zucchero può essere semolato, di canna (nella frolla classica) o a velo (nella frolla fine). In genere una frolla contiene il 40% di zucchero, tale quantità può essere variata a seconda del risultato che vogliamo ottenere: aumentare lo zucchero e diminuire il burro ci darà una frolla più croccante, viceversa una frolla più friabile. Il consiglio è di non andare mai al di sotto del 25% sul peso della farina  e di non superare il 60% del peso della farina.

- Le uova possono essere unite all'impasto sotto forma di tuorli, uova intere o albumi. I tuorli andranno ad aumentare la quantità di grassi nell'impasto contribuendo a rendere la nostra frolla molto friabile. Se la nostra esigenza è quella di avere un impasto più elastico e resistente (ad esempio per foderare uno stampo di grandi dimensioni o dalla forma particolare) è meglio unire le uova intere perchè l'acqua presente negli albumi farà reagire il glutine aumentando l'elasticità del vostro impasto.
Considerate inoltre che l'uovo intero farà lievitare maggiormente la frolla in cottura, la frolla che otterremo sarà più croccante e asciutta.

PROCEDIMENTO

Esistono 3 tipi di metodo di impasto:

- Metodo Classico
- Metodo Sabbiato
- Metodo Montato

In questo caso io ho utilizzato il metodo classico, ricorrendo all'ausilio della planetaria. Lo stesso metodo può essere realizzato anche a mano.

Lavorare con la foglia in planetaria lo zucchero e il burro, non devono montare, lavoriamoli solo il tempo necessario ad amalgamarli.
A questo punto uniamo i tuorli, poco alla volta, in modo da farli assorbire completamente dal composto di burro e zucchero.
Terminata questa fase uniamo la farina setacciata, i condimenti (vaniglia, limone,..) e il sale.
A questo punto è fondamentale far riposare la frolla in frigorifero (io preferisco riporla un quarto d'ora circa, non di più, in freezer) per stabilizzare il burro.
Stendiamo la frolla tra due fogli di carta forno ad uno spessore di 4 cm (se la riponiamo in frigorifero avvolgiamola nella pellicola e teniamola in frigo per 3-4 ore).
Il fatto di stenderla ad uno spessore uniforme  permette alla nostra frolla di raggiungere uniformemente la temperatura ideale alla lavorazione.
Trascorso il tempo necessario la frolla avrà temperatura ideale ma non consistenza, lavoriamola quindi molto velocemente in planetaria o a mano, anche in questo caso non per lungo tempo ma solo al fine di rendere l'impasto nuovamente plastico.
Aiutiamoci sulla spianatoia con un velo di farina, senza esagerare per non sbilanciare gli ingredienti.
Ungiamo di burro la nostra teglia, anche se antiaderente. Il burro aiuterà a condurre il calore e a cuocere uniformemente il dolce.
Avvolgiamo la frolla attorno al mattarello e trasportiamola sul nostro stampo.
Rivestiamo con delicatezza lo stampo avendo cura di farla aderire bene ai bordi e togliamo l'eccesso con una rotella da pasticceria (ci aiuta ad avere un taglio netto e preciso che in cottura rimarrà tale e ci darà un effetto molto più gradevole alla vista). Ricordiamoci che la frolla non "migliora" in cottura, crepe o imprecisioni prima della cottura si riproporranno a prodotto finito andando a rovinare la parte estetica del nostro dolce!
Bucherelliamo il fondo della crostata, questo passaggio eviterà il formarsi di bolle d'aria in cottura.
Stendiamo uno strato non eccessivo di marmellata e decoriamo a piacere la superficie: si puo' optare per la classica griglia, come ho fatto io, oppure dare sfogo a estro e creatività.
Prima di infornare è consigliabile lasciar riposare ancora una mezzoretta in frigo.
Infornare a 180° per 15 minuti nel caso di crostatine come quelle che ho realizzato io, per una torta di maggior dimensione dovrebbero bastare 30 minuti, dipende sempre e comunque dal vostro forno.
Sfornate e attendete il raffreddamento per togliere dalla teglia. Se non si sforma facilmente subito passate velocemente lo stampo sul fuoco dei fornelli, il burro con cui avevamo unto la teglia si ammorbidirà e ci agevolerà in questa operazione.

(Il procedimento è stato preso dal blog http://sweetcorner-doris.blogspot.com/2012/04/crostatine-alla-marmellata-di-cedro-ela.html)

Questo è il mio risultato:
Con l'impatto avanzato, ho fatto fare alle mie figlie, questi biscotti, buoni e friabili:







Overdose di ricette

10:01:00 AM Posted In , 2 Comments »
Accendi la tv, fai zapping con il telecomando e dovunque ti giri, trovi programmi, di ogni tipo, che trasmettono ricette di cucina! Persino il tg! È diventata una mania, e allora tu che fai, non guardi?! Eccerto! Poi, per sfangar ti, decidi di girare su internet, provi a starne lontana, ma è più forte di te, le ricerche su google vanno sempre a finire là e cominciano sempre con "ricetta di..."
Fin qui non ci sarebbe nulla di male, se non fosse che ho contagiato anche la mia famiglia! Le mie figlie chiedono sempre più spesso e con sempre più insistenza, di aiutarmi in cucina; mio marito che fa le corse ai negozi, per trovare questo o quell'ingrediente...ah, e non dimenticare il latte...anche il burro e le uova...ma come? Ne abbiamo prese 10 ieri pomeriggio?! Sì, ma sono finite...
È quel che è peggio, complici i programmi vari che ospitano chef famosi e pluri stellati, e che non mi accontento più di ricette veloci, che richiedono poco tempo di preparazione, ora voglio andare oltre i miei limiti. In questo periodo mi sono fissata su Luca Montersino, ed è grazie a lui è alla ricetta della pasta frolla, che ieri sono riuscita a fare la crostata alla marmellata, divina!

Causa problema tecnico, non riesco a caricare la foto. Appena possibile, lo farò, riportando anche la ricetta.

Spiedini di tacchino

10:34:00 AM Posted In , 1 Comment »

Prima di postare la ricetta, rispondo al test che mi ha lanciato Mariantonietta di givesomethingtoconstructand:

- Come ti chiami? Emanuela

- Che lavoro svolgi? Ti piace quello che fai? Da gennaio, sono tornata a fare la mamma casalinga. Quello che faccio mi piace, anche se ammetto che, a volte, mi sembra troppo pesante e faticoso.

- Hobby preferito? Hobby preferito...fosse solo uno, sarebbe troppo facile! Amo complicarmi la vita e non mi accontento mai. Mi piace saper fare tutto, mi metto sempre alla prova con tecniche nuove, a volte molto complicate.

- Perchè hai aperto un blog? Ti piace il mio? Consigli per migliorarlo? Ho aperto il blog per caso, giocando con un'amica conosciuta in un forum. In seguito è diventato un rifugio, dove rintanarmi per evadere dal quotidiano e dove condividere tutto quello che scopro.

- Apple o Samsung?  Mi trovo bene con entrambi, ma preferisco il Samsung, piú che altro per Android.

- Vacanza più bella fatta e perchè? Prima di trasferirmi in Marocco, viaggiavo parecchio, ogni occasione era perfetta per muoversi ed esplorare nuovi mondi. Sono tante le vacanze che mi sono rimaste nel cuore, ma quelka trascorse con le mie figlie e mio mariti, sono indimenticabili.

- Single a vita o felicemente sposato? Sono felicemente sposata.

Passiamo, ora, alla ricetta. Ieri pomeriggio, costretta dal fatto che mediaset risultava oscurato sul satellite, sono "inciampata" sul programma di Rai 2 "Detto Fatto". Il programma in sè non mi entusiasma molto, ma quello che viene proposto è interessante. Fra le varie attività, propongono delle ricette di facile e veloce esecuzione. Ne ho voluto provare subito una:

SPIEDINI DI TACCHINO

Ingredienti:

500 gr di tacchino
Olio
Paprika dolce
Sesamo oppure pan grattato

Preparazione:

Il procedimento è davvero semplice.  Tagliare il petto di tacchino in tocchetti ed infilzarli negli spiedini. In una ciotolina mettere un po' di olio di oliva, un cucchiaino di paprika dolce e mescolare. Spennellare d'olio e paprika,  con un pennello da cucina,  gli spiedini. Passarli, poi, nel sesamo o nel pan grattato. Ungere d'olio una padella,  aggiungere due spicchi d'aglio in camicia e far scaldare. Mettere gli spiedini a cuocere nella padella,  farli dorare da tutti i lati. Trasferirli su un piatto coperto da carta assorbente. Salarli leggermente prima di servirli.

Tagliatelle con crema di formaggi e piselli

7:32:00 PM Posted In , 1 Comment »

Da gennaio sono tornata ad essere mamma e casalinga a tempo pieno. Pensavo (speravo) che avrei avuto tanto tempo a disposizione,  in realtà mi sbagliavo. Tra pulizie quotidiane, bambine, marito, cucina,  il tempo che mi rimane è ben poco.

Ho ricominciato, a spizzichi e bocconi, nuovi lavoretti, che spero di pubblicare presto. In parallelo, mi sono dedicata tanto alla cucina, complici "La prova del cuoco", "Benvenuti a tavola" e "La terra dei cuochi". Purtroppo, non ho fatto foto di tutti i piatti realizzati, mea culpa.

Ieri sera, presa dalla nostalgia, ho fatto una foto delle tagliatelle all'uovo,  che ho condito con una salsa ispirata dalla ricetta di Sergio Barzetti (La prova del cuoco) Riporto di seguito la ricetta, spiegando, poi, quali sono state le mie modifiche:

TORTA DI TAGLIATELLE PROSCIUTTO, PISELLI E ERBE AROMATICHE.

Per la pasta brisé : 
250g di farina “00”
125g. di burro
1 mazzetto di prezzemolo
70g di acqua gassata fredda
Sale e pepe bianco

Per le tagliatelle:
400g di tagliatelle fresche confezionate
200g di prosciutto cotto
200g di piselli freschi
½ litro di latte
2 mazzetti di crescione
160g. di caprino fresco
2oog di grana grattugiato
1 cucchiaio di amido di mais
3 rametti di maggiorana
2 foglie di alloro
Sale

Preparare la pasta brisée lavorando rapidamente il burro con la farina ed ammorbidire con l’acqua precedentementefrullata con prezzemolo e sale, amalgamare il tutto e mettere a riposo per circa un ora.Lavare il crescione e tagliarlo grossolanamente, tritare la maggiorana in una casseruola portare a bollore il latte insaporito con un pizzico di sale e il trito di maggiorana, addensare con il cucchiaio di amido di mais stemperato con acqua fredda e cuocere per circa 2 minuti, togliere dal foco e mantecare con il grana, il caprino e il crescione.In una pastaiola portare a bollore l’acqua salata e profumata con 2 foglie di alloro, immergere i piselli freschi e dopo tre minuto lessare le tagliatelle per circa 2 minuti, scolare e mantecare con ¾ della salsa al crescione. Stendere la pasta ad uno spessore di circa 4 mm foderare uno stampo a cerniera del diametro di 25 cm, bucherellare il fondo, riempire lo stampo con le tagliatelle alternandole a fette di prosciutto cotto, ultimate con il cotto e terminate con la rimanente salsa al crescione, spolverare con grana ed infornate a 200°C per 25 minuti circa, servire calda.Per Rosanna: chiedo gentilmente di lavarmi il crescione e centrifugalo nell’asciuga insalate.

MIE MODIFICHE:

Io non ho fatto la torta con la pasta brisé, ho solo utilizzato la salsa per condire le tagliatelle. Ho seguito il procedimento di Barzetti,  utilizzando 1/2 litro di latte, un cucchiaio di maizena stemperato in poca acqua, un pizzico di sale, una confezione di ricotta, grana grattugiato e piselli cotti in precedenza. È buonissima, la consiglio.

Devo ritirare un premio...Mariantonietta, ti prometto che passerò presto da te!

Gallina vecchia...

2:47:00 PM 4 Comments »
Ho 37 anni. Tra meno di un mese, 38. E domani ho l'appuntamento con il cardiologo. Speriamo almeno che sia bello...

Ma vaffanc........!

2:33:00 PM 9 Comments »
Tatto = Lussuria. Ebbene, nel 2012, c'è chi pensa che una semplice stretta di mano, in forma di saluto, sia da considerare un vizio capitale, inacettabile.

Il mio lavoro mi costringe ad avere a che fare soprattutto con uomini: camerieri, idraulici, autisti, elettricisti, giardinieri, ecc. Con loro devo discutere, parlare, contrattare, stabilire, tutta una serie di azioni che prevedono prima, per educazione, la presentazione e, quindi, l'inevitabile stretta di mano. A volte, purtroppo, mi capitano fatti (spiacevolmente) imbarazzanti, come poco fà.

Siccome stiamo facendo dei lavori di ristrutturazione, in uno dei due riad che gestisco, sono passata per controllare che tutto fosse a posto e per spiegare alle persone addette, cosa vogliamo esattamente. Siccome, oggi, era la prima volta che li vedevo, da buona educata, gli sono andata incontro con la mano tesa: stringo la mano all'idraulico, all'operaio, al guadiano, faccio per stringere la mano al tizio del marmo, quando lui, con le mani in tasca, mi dice: NO! Penso di non aver capito bene e ci riprovo, un altro NO. Al che rispondo con OH MADONNA!!

Io non capisco come si possa pensare che un semplice contatto possa provocare tutta una reazione inguinale, al punto da non riuscire a controllare. Oltretutto, temo che il tizio in questione non mi abbia osservata bene, avrebbe sicuramente cambiato idea al riguardo: al posto dei capelli mi ritrovo una sorta di gatto morto color biondo scuro numero 6.30, tra il naso e le labbra superiori un alone grigio, vedi anche  come "ceretta non fatta da una settimana", cappottone con tanto di sciarpa che mi copre da metà ginocchio fino alla punta delle orecchie, jeans e scarpe sportive. Se mi avesse visto con ceretta fatta, capelli in ordine, leggins, stivali e abitino attillato, come uso portare ultimamente, cosa avrebbe fatto?!

Leave me a message! Ma che...davvero??!!

12:01:00 PM 0 Comments »
Una bella iniziativa, che potrebbe far sorridere chi trova un biglietto, lasciato, per caso, da un anonimo...non si tratta dell'iniziativa di un maniaco, ma di una delle più simpatiche e divertenti blogger, che si trovano nel web.

In genere, non amo leggere post troppo lunghi, scorro velocemente con gli occhi la pagina, captando qua e là  parole chiave, che mi fanno capire il senso del discorso. Fanno eccezione i post di quattro bloggers (la quarta l'ho scoperta casualmente questa mattina): Ma Che Davvero??!! Tra Poco Arriva Misia Mamma...ancora e 1 kg di Costanza I loro post sono esilaranti, spudorati, senza peli sulla lingua, loro dicono tutto quello che noi pensiamo e che, spesso, non abbiamo il coraggio di dire e di scrivere.

Ritorniamo all'iniziativa. E' semplice, basta leggere qui


Pasta al pesto, ma non il solito

1:25:00 PM Posted In 0 Comments »
E' un periodo particolare, di transazione, di noia, di scoraggiamento. Ho corso tanto, ultimamente, ed ora sono stanca. Ho voglia e bisogno di cambiamenti, che sia la casa, l'arredamento, città, Paese...qualcosa nella mia vita deve cambiare, ne sento la necessità. Il problema più grande è che neanche io so' cosa voglio, cosa mi piacerebbe cambiare. Perlomeno, mi piacerebbe cambiare arredamento e disposizione dei mobili (a dir la verità, anche disposizione e dimensioni delle varie stanze, ma cio' non è possibile), solo che avrebbe un costo talmente elevato, che non posso permettermelo. Potrei girare per mercatini dell'usato, qui ce ne sono talmente tanti, alla ricerca di qualcosa di particolare che non costi un occhio della testa, ma ora non ho il tempo materiale per farlo. Certe cose richiedono tempo, per girare, scegliere, contrattare, riflettere...ora non è possibile. Vorrei poter riflettere, attraverso l'appartamento e l'arredamento, quella che sono io. Mi piacciono i contrasti di colore, come il verde pistacchio ed il viola oppure il marrone scuro ed il turchese; mi piacerebbe avere qualche elemento kitsch, come un tappeto zebrato; vorrei dei cuscini in tessuto indiano, da piazzare qua e là nel salotto; un bagno in stucco veneziano grigio topo, con una vasca quadrata con doccia...

Per il momento ci accontentiamo di cambiare il condimento della pasta. Magra consolazione??!! Al contrario, ipercalorica, vista la presenza di pistacchi!! Tempo fà, avevo letto su vari blog di cucina, del pesto al pistacchio. Volevo provare, solo che mi frenava il fatto che erano necessari pistacchio non tostati e salati. Impossibile trovarli a Marrakech, quindi mi ero data per vinta. Poi, ieri sera mio marito, dallo studio del dentista, mi invia un messaggio chiedendomi la pasta al pesto di pistacchi...che faccio, ci provo?! Ma si', tanto io non la mangio...e poi, pensandoci bene, cosa cambia? La ricetta prevede pistacchi, olio e sale, evito di mettere il sale visto che sono già salati, per il resto non dovrebbe cambiare nulla. Infatti, è venuto fuori un ottimo pesto!! La ricetta è semplicissima: ho messo un po' di pistacchi, privati di guscio e pelle, nel frullatore con circa un cucchiaio d'olio ed uno spicchio d'aglio. Ho mixato il tutto, aggiungendo altro olio ad occhio. Una volta ottenuta una crema simile al classico pesto, come densità, ho spento il frullatore ed atteso che la pasta fosse cotta. Ho condito la pasta scolata ed ho servito. Un successone, il profumo si sprigionava per tutta casa...

L'essere indecisa

10:07:00 AM 3 Comments »
Sono sempre stata una persona insicura, e per questo, sempre indecisa. Mi ritrovo sempre di fronte ad un bivio, a volte per colpa del destino, a volte (la maggior parte) a causa mia. Prima di prendere qualsiasi decisione, prendo tempo, ci penso, ne parlo (troppo), chiedo l'opinione di tutti quelli che mi sono vicini, a volte anche quelli che sono lontani, dipende dall'importanza della decisione da prendere. Rifletto talmente a lungo, che il più delle volte sbaglio. Il mio problema è che non riesco a pensare a me stessa, penso prima agli altri, chiunque essi siano. So' che è sbagliato, so' che bisogna essere egoisti, in certe situazioni, soprattutto quando si tratta di lavoro, visto che gli altri non si fanno scrupoli. Io non ci riesco. Ho tirato avanti un anno, per colpa di questo lato del mio carattere, ma ora sono arrivata ad una decisione, finalmente ieri ho deciso, grazie anche all'articolo che ho letto sul blog "La casa nella prateria", dove si parla delle mamme che lavorano e dei problemi che si hanno nel far conciliare gli impegni lavorativi con quelli familiari. Ho letto le testimonianze di varie mamme, in alcune di loro mi ci ritrovo in pieno. Cosi' ho deciso, a partire da gennaio ritornero' a fare la mamma. Magari non ha tempo pieno. La mia idea è quella di mettermi in proprio, di occupare il tempo che le bimbe trascorrono a scuola, lavorando da casa. Devo studiarmi qualcosa, per il momento è tutto per aria.
Dopo aver deciso, ho comunicato alla mia capa la scelta fatta, dando come scadenza il 3 gennaio, e lei, per tutta risposta, mi ha messo di fronte ad un nuovo bivio: potresti fermarti fino al 10 gennaio? Ti faccio sapere, è stata la mia risposta a brucia pelo.
Bene, mi aspettano altre seghe mentali per almeno una settimana abbondante.

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